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Nel 1935, in quel pezzo di strada "Piana" che dal Calvario porta dritto in piazza, Baldino Borsi, impresario e muratore, sollecitato dal paese, costruisce le scuole elementari, e davanti, al di là della strada, due stanze strette e lunghe per Gusmano Palmieri, falegname con tre figli: Arnoldo, Mirella e Silva. Per alcuni anni Palmieri vi esercita il suo lavoro di artigiano, poi, con la guerra, il locale al piano superiore viene destinato dalle Autorità del tempo a Dopolavoro, ed in tal senso, attrezzato. Il Palmieri continuò la sua attività nel locale sottostante. Finita la guerra Arnoldo, ormai giovanotto, riprese in mano il locale abbandonato dal disciolto Dopolavoro e il campo dal tennis in terra battuta. Erano gli anni della rinascita, della voglia di vivere e di fare e quello spoglio povero bar era una conquista di libertà soprattutto per i giovani del paese che ne fecero il loro salotto. Gli anni passano veloci e la disadorna stanzetta si arreda; i tavoli invadono i campi sotto la strada, nasce più in basso sull’erba una piccola pista da ballo di mattonelle di graniglia ed un palchetto per l’orchestra con il tetto di fronde di castagno.
Questo era diventato l’ex dopolavoro negli anni ’50 che nel frattempo prende il nome di Arcobaleno.
Nel 1964 Arnoldo e Mirella (che nel 1960 aveva sposato Romano Chelucci) iniziano un programma di lavori per realizzare un vero albergo-ristorante che, infatti, dopo 4 anni viene inaugurato. Nel 1968, conservando lo stesso nome del preesistente bar, l’Hotel Ristorante Arcobaleno inizia la sua storia. Una grande piscina con giardino, terrazza e spogliatoi, un vero campo da tennis in terra battuta, sala convegni, saloni da cerimonia, camere confortevoli ed un accogliente e raffinato ristorante varranno all’albergo la categoria “3 stelle”. Il 28 giugno del 1975 autorità civili e religiose inaugurano il complesso che porta il paese di San Mommè in una dimensione diversa. L’hotel Arcobaleno sia per le strutture che per il contesto naturale in cui si trova, si inserisce facilmente nei flussi turistici nazionali ed internazionali, portando il paese ad una ribalta mai conosciuta prima. Simposi, congressi, seminari, convegni, meeting, rassegne culturali e sportive, raduni di ogni genere e tipo si susseguono quasi tutto l’anno, portando a San Mommè un gran numero di personaggi della cultura, del cinema, del teatro del giornalismo, della scienza, dell’imprenditoria e della politica. E’ così che San Mommè, perla sconosciuta tra le valli di queste montagne, esce dalla solitudine che l’aveva caratterizzata per secoli.

Tratto dal libro "San Mommè una storia" di Don Antonio Turchi.
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